Santa Maria Goretti

SANTA MARIA GORETTI (1890-1902)

Dipinto da Riccardo Sanna

 * Di Marietta, così la chiamavano i familiari compreso il suo uccisore, non esistono fotografie e i suoi ritratti visibili sono di fantasia o realizzati secondo le indicazioni dei parenti sopravissuti fino ad alcuni decenni fa. Anche l'immagine  che di Lei contempliamo  nell'alto della terza vetrata della parete destra della Chiesa  di Gesù Operaio la ritrae secondo l'iconografia comune alle Vergini e Martiri delle persecuzioni romane come, ad esempio, santa Agnese, sia pure ambientata nelle paludi laziali. Eppure la sua vicenda e la storia della sua famiglia sono vicinissime a noi!  Storia di emigrazione forzata per sopravvivere, di lavoro inumano e sotto retribuito, di esposizione a malattie per stenti, ambiente malsano e scarso accesso alle cure mediche costose, di scolarizzazione limitatissima, di infanzia breve ed esposta ad abusi e sfruttamento così da potersi definire bruciata.

 

* Unica ricchezza che i genitori Luigi e Assunta - marchigiani emigrati nell'Agro pontino, oggi Latina - hanno potuto dare a Maria e ai suoi quattro fratelli minori,  è stata la religiosità. Come l'unico bene che Maria sentiva proprio e custodiva gelosamente era il suo cuore puro, verginale, avvertendolo come dono di Dio Amore ma insidiato dal male che, allora come oggi, poteva essere dentro le mura domestiche. Maria, originaria di Corinaldo nelle Marche, era stata cresimata a sei anni nel paese natio e nel maggio del 1902 - dopo enormi sacrifici per accedere al catechismo - poté ricevere la sua prima Comunione a Nettuno, paese di dura immigrazione, sentendosi così fortificata dal pane vivo dell'Eucaristia, oltre che dalla preghiera quotidiana, nel proposito fatto di voler "morire prima di commettere dei peccati". L'anno prima il papà le era morto, per malaria, e lei accudiva  alla casa mentre mamma Assunta e i fratellini dovevano lavorare da mezzadri per non morire di fame.

 

* Non aveva ancora dodici anni, anche se già tante fatiche e sofferenze gravavano sulle sue spalle e nel suo animo, quando il diciottenne Alessandro Serenelli, quasi familiare ma in preda ad una ossessione diabolica, tentò ancora e con selvaggia brutalità di abusare di lei. Respinto, come altre volte e con fermezza, dalla ragazzina che manifesta l'esplicita volontà di non offendere Dio, di non accondiscendere al peccato e al conseguente castigo dell'inferno, cieco nel suo furore la colpì mortalmente con 14 colpi di punteruolo appositamente acuminato, come lui stesso, misero reo confesso, dichiarerà nel processo, venendo condannato  a 30 anni di carcere. Maria, testimone la sua mamma che l'assistette all'ospedale di Orsenico di Nettuno per la peritonite e conseguente setticemia provocata dalle ferite, prima di spirare lo perdonò: voglio che venga con me in Paradiso.

 

* Questo eroico atto d'amore è stato valutato  come decisiva motivazione per il riconoscimento  unanime della santità di Maria Goretti, prima ancora che le guarigioni prodigiose ottenute per sua intercessione le meritassero l'onore degli altari tributatole dalla Chiesa. Non siamo  in pochi a ricordare l'emozione riportata nell'anno santo 1950 allorché lo ieratico Papa Pio XII il 24 giugno proclamò "Maria Goretti: Santa!" ed esempio di  purezza angelica per la gioventù di tutti i tempi. Tra i "familiari" presenti alla cerimonia  in Piazza San Pietro, poi visti  anche da noi nelle foto riportate dai giornali, c'era  la mamma  di Marietta, anche se debilitata per l'età e per le pene vissute, i fratelli sopravissuti e il suo uccisore allora già libero, redento dalla lunga espiazione, notoriamente pentito e silenziosamente dedito a volontari e umili servizi in un convento marchigiano di frati Cappuccini.

* Nella prima metà del secolo scorso l'ammirazione per Maria Goretti si diffuse tra gli strati più umili della popolazione, in particolare quelli rurali nei quali la piccola martire era cresciuta. La sua origine proletaria (senza potere) e la sua appartenenza ad una famiglia sfruttata, fece di Lei una icona cara, strumentalizzata, alle classi sociali di parte, schierate, non credenti o non praticanti, come testimone di  tenacia nella difesa della propria integrità e dei valori dei non abbienti.  

Con l'affermazione del femminismo  e, oggi, con l'emancipazione  nella sfera della  sessualità, per noi  il richiamo e l'aiuto che ci viene da Santa Maria Goretti è quello di Gesù: Beati i puri di cuore...! La purezza della mente, del cuore, del corpo e dello spirito è dono che garantisce la salvaguardia dell'Amore  libero da egoismi, disponibile e pronto a servire la vita e il Signore della vita.

 

* Il suo corpo di novella martire moderna riposa nella cappella a lei dedicata nel Santuario della Madonna delle Grazie a Nettuno, custodito dai Padri Passionisti e meta, con l'umile abitazione di allora, di innumerevoli pellegrinaggi da tutto il mondo cattolico. La sua festa si celebra il 6 luglio.

 

(Ricerca e sintesi di don Zeno Daniele: settembre 2015).

 

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