Santa Gianna Berretta Molla

SANTA GIANNA BERRETTA MOLLA (1922-1962)

 

* Nella "cappella della vita" realizzata nella chiesa di Gesù Operaio, risplende  il ritratto di Santa Gianna Berretta Molla reggendo in braccio una bambina in cuffietta bianca, la sua quarta figlia alla quale ha voluto donare la vita ben sapendo che le sarebbe costata  la propria a motivo di un grave tumore manifestatosi durante la gravidanza. La santa mamma, dottoressa pediatra, ha scelto cristianamente: prima il diritto alla vita per la creatura che portava in grembo e ... dopo la propria sopravvivenza. Il 21 aprile 1962, con intervento chirurgico, Gianna dava alla luce la sua creatura -  che sarà  battezzata con il nome di Gianna Emanuela - e il 28 aprile l'eroica mamma moriva nella sua casa di Pontenuovo di Magenta (Milano), a soli 39 anni, lasciando il marito ingegnere Pietro Molla, sposato nel 1955,  e gli altri figli Pierluigi, Maria Zita, Laura , rispettivamente di 6,5,3 anni.

 

* Gianna Berretta era nata il 4 ottobre (festa di S.Francesco d'Assisi) in una famiglia di solida fede cattolica di Magenta, decima di tredici figli, tre dei quali chiamati alla vita sacerdotale, religiosa, missionaria. Lei stessa sentì un forte richiamo missionario ma le circostanze le chiesero di mettere la propria vita e professione di medico a servizio di una missione specifica e urgente "in loco": l'attenzione "alla persona e alla famiglia" e specialmente delle famiglie numerose e povere, impegnata a fronteggiare le  difficoltà legate all'economia, alla salute, al lavoro e alle previdenze, all'educazione e all'istruzione, promovendo la vocazione a vivere da figli di Dio, salvati in Gesù Cristo. Dice:  Chi tocca il corpo di un paziente, tocca il  corpo di Cristo: il nostro oggetto di scienza e lavoro è l'uomo che dinanzi a noi  ci dice "aiutami" e aspetta da noi la pienezza della sua esistenza. La nostra missione non è finita quando le medicine non servono più:  c'è l'anima da portare a Dio e la nostra parola di medici può essere autorevole...".

 

*  L'autorevolezza  di Gianna,  pur ricca di qualità e di passioni umane come la musica, la pittura, l'alpinismo, consisteva nella testimonianza radicata nella profonda intimità con Cristo e in un forte impegno (militanza) apostolico e caritativo dentro l'attività evangelizzatrice e promozionale della Chiesa che in Lombardia è all'avanguardia nel periodo post- bellico, preludio al "miracolo" economico ma anche alle nuove problematiche intorno alla "famiglia", ai suoi tradizionali valori, ai moderni conflitti. Lei fu moglie e mamma felice e seppe armonizzare, con semplicità ed equilibrio, i suoi doveri familiari con quelli professionali, comunicando una grande gioia di vivere, sentendosi pienamente appagata, affidandosi al volere divino.

 

* Il marito, vissuto fino all'età di 98 anni, presenziando alla canonizzazione della moglie  e diffondendo l'inno alla vita cantato da Gianna, testimonia: "mi disse esplicitamente, con tono fermo e  sereno, con sguardo profondo che non dimenticherò mai: se dovete decidere tra me e il bimbo, nessuna esitazione: scegliete - e lo esigo - il bimbo. Salvate lui". La scelta di Gianna fu dettata dalla sua coscienza di madre e di medico e può essere compresa alla luce della sua fede, della sua ferma convinzione del diritto sacro alla vita, dell'eroismo dell'amore materno e della piena fiducia nella Provvidenza.

 

* Paolo VI, il papa della Humanae vitae, ancora arcivescovo di Milano era rimasto molto colpito dalla figura di questa donna e aveva definito l'offerta della sua vita una meditata immolazione. I due miracoli a Lei attribuiti - per la Beatificazione (1994) e per la Canonizzazione (2004)  - avvennero in Brasile... dove Gianna aveva in gioventù desiderato andare come medico volontario. Entrambi riguardano la maternità e la vita nascente: il secondo consiste nella nascita e nella sopravvivenza inspiegabile di una bambina formatasi nel grembo materno in  totale assenza di liquido amniotico.

Giovanni Paolo II ha esaltato Santa Gianna come "esempio della bellezza pura, casta e feconda dell'amore coniugale". Il cardinale Carlo M. Martini ha detto di Lei : "Donna meravigliosa...: offrì la sua vita per non violare il mistero della dignità della vita umana".

 

* La figlia Gianna Emanuela ha portato anche a Gesù Operaio il profumo della Mamma Santa, confidandoci: "Sento in me la forza e il coraggio di vivere, sento che la vita mi sorride e per questo mi dedico alla cura e all'assistenza degli anziani".

La memoria di Santa Gianna B.M. è stabilita nella Chiesa il 28 aprile.

 

(Ricerca e sintesi di don Zeno Daniele: settembre 2015).

 

 

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