San Giovanni Bosco e San Domenico Savio

SAN GIOVANNI BOSCO (1815-1888) e SAN DOMENICO SAVIO (1842-1857)

Dipinto da Riccardo Sanna
 

* La scelta di ritrarli assieme nell'alta vetrata, terza a sinistra, della Chiesa di Gesù Operaio risponde ad una sapiente intuizione: quale il maestro... tale il discepolo!  Proprio nel bicentenario della nascita del gigantesco S. Giovanni Bosco è messa in luce la fioritura di Santi sbocciata dalla radice  dell'originale  prete piemontese e poi nel giardino colorito della famiglia Salesiana che da Torino ha invaso il mondo coinvolgendo proprio la gioventù, sia pure nei passaggi culturali dei vari tempi.

 

* GIOVANNI è nato in una modesta cascina ai Becchi di Castelnuovo d'Asti: mamma Margherita aveva sposato Francesco BOSCO, vedovo con un figlio di nome Antonio di 7 anni maggiore di Giovannino;  Francesco  diede a Margherita due figli , Giuseppe e, appunto, Giovanni, ma ben presto morì lasciandola in gravi difficoltà, con tre ragazzi da crescere e molto diversi tra di loro.

Giovanni rivela sensibilità, intelligenza, abilità  e soprattutto spiritualità precoci: a 9 anni sogna la propria vocazione, che gli viene da Gesù e  da Maria, di essere apostolo ed educatore di ragazzi che da bestioline selvagge diventano agnelli mansueti. La chiamata  del Signore a farsi prete si fa forte, irresistibile, anche se le difficoltà familiari ed economiche rallentano la possibilità di lasciare il lavoro della terra e di studiare. Ma non perde tempo: ascolta, legge e attira ragazzi e adulti  alla Messa esibendosi poi con giochi acrobatici e trucchi di magia per finire con la predichetta  sul Vangelo e con il Rosario.

 

* Dandosi da fare, aiutato da Margherita  - chiamata con il figlio alla singolare missione - e accolto da alcuni sacerdoti che ne intuiscono l'eccezionale talento e destino... Giovanni riuscì a studiare come esterno e poi in seminario a Chieri e a diventare prete a Torino il 5 giugno 1941 a 26 anni.  Si ricordò allora dell'ammonimento della mamma: se per sventura diventerai ricco, non metterò mai più piede a casa tua ... e così cominciò a scendere per le strade della sua città e a osservare in quale stato di degrado fossero i giovani del tempo che cercavano di procurarsi un lavoro anche se ancora minori. Decise di radunare intorno a sé tutti i giovani "a rischio" della zona volendoli in un Oratorio e Bartolomeo Garelli fu il primo di una schiera innumerevole di ragazzi i quali -  intorno a  don Bosco e ai suo primi collaboratori poi religiosi e sacerdoti - sarebbero divenuti buoni cristiani e onesti cittadini ... ma anche egregi educatori ed eroici missionari fino alla  lontana Terra del Fuoco. 

* DOMENICO SAVIO entra nella vita, nel cuore e nell'Oratorio di don Bosco nell'ottobre del 1854: il maestro ha 39 anni e il discepolo 12, essendo nato a Riva di Chieri (TO) il 2 aprile 1842 da Carlo e Brigida. Il santo educatore rimane sbalordito da questo ragazzo nel vedere il lavoro che la grazia di Dio aveva operato in così tenera età . Nella sua schiettezza Domenico gli disse: io sono la stoffa, lei ne sia il sarto: faccia un bell'abito  per il Signore. Valdocco è fucina di santi e i ragazzi si accendono ad inviti come: Dio prepara un grande premio in cielo se ci facciamo santi! Domenico è ragazzo ricco di intelligenza e di pietà e domanda a don Bosco: Come devo fare?  E l'educatore, pronto: Servi il Signore nelle gioia. Da quel giorno Domenico diventa  ancor più amico di Gesù: ogni settimana la Confessione, tutti i giorni la Messa e Comunione, gioioso e impegnato nella scuola come nel gioco, apostolo verso i compagni che conquista a Gesù sia nell' Oratorio che in vacanze.

* Appassionato del Crocifisso e innamorato dell'Immacolata Domenico realizza nell'adolescenza  ciò che aveva progettato già nella fanciullezza, a  7 anni, nella prima Comunione:  I miei amici saranno Gesù e Maria. La morte ma non peccati! E maturò fino a dire, dopo un castigo subito ingiustamente: anche Gesù fu condannato ingiustamente e rimase in silenzio. All'inizio del 1857 Domenico diventa assai fragile e rientra in famiglia, ammalato probabilmente di colera: tra il papà, la mamma e numerosi fratelli più piccoli,  la sera del 9 marzo, con volto e voce incredibilmente vivaci, saluta: addio caro papà...oh che bella cosa io vedo mai...  E' forse la Madonna che viene a prenderlo? Don Bosco, che è il più grande biografo di Domenico Savio, racconta come il santo oratoriano gli sia apparso in sogno rivelandogli:  E'  stata Maria Santissima la mia più grande consolazione in vita e in morte....

* Don Bosco vivrà ancora 31 anni, dopo la morte di Domenico Savio, realizzando la maggior parte delle sue fondazioni tra le quali l'Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice a Mornese, le spedizioni missionarie nella Patagonia argentina, il Santuario di Maria Ausiliatrice a Torino, la Basilica del Sacro Cuore a Roma per volere di  Papa Leone XIII. Muore come un patriarca biblico a Valdocco, quartiere generale dei Salesiani  a Torino, a fine gennaio 1888, a 73 anni.

Nella sua rigogliosa stagione di espansione carismatica e missionaria la Famiglia Salesiana ha promosso e vissuto, con la Chiesa, gli eventi più gloriosi della propria storia:

+  Il Fondatore don Giovanni Bosco è proclamato Beato nel 1929 e Santo il 1 aprile 1934; la sua memoria liturgica è quella esatta della sua nascita al Cielo, cioè il 31 gennaio.

+ L'allievo oratoriano Domenico Savio è proclamato Beato nel 1950 e Santo il 12 giugno 1954; la sua memoria liturgica è stata fissata al 9 marzo di ogni anno.

 

(Ricerca e sintesi di don Zeno Daniele: settembre 2015).

 

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