San Giovanni Paolo II

SAN GIOVANNI PAOLO II (1920-2005)

Dipinto da Riccardo Sanna

 

* SANTO SUBITO ... fu la proclamazione popolare ai funerali di Giovanni Paolo II l'8 aprile 2005  in una Roma invasa da sette milioni di pellegrini accorsi dal mondo a piangere e a salutare il Papa che a cavallo di due millenni aveva percorso i continenti annunciando il Vangelo, abbattuto sistemi e muri ideologici, convocato masse di giovani  e di fedeli in ogni parte della terra: al grido... Non abbiate paura di Cristo, spalancate le porte a Cristo! Karol Jozef Wojtyla dal 27 aprile 2014, giorno della sua Canonizzazione proclamata da Papa Francesco, è il più contemporaneo  dei Santi! E' vissuto dal 18 maggio 1920 - essendo nato a Wadowice, a 50 Km da Krakow (Polonia) - al 2 aprile 2005: 85 anni guidati da fede incrollabile in Gesù Cristo "Redemptor hominis, Redentore dell' uomo" e dall'affido totale a Maria della quale si è voluto "Totus tuus, tutto Tuo!". Testimone è Roma: la Chiesa madre della quale è stato Vescovo per i 27 anni e che ne celebra la memoria il 22 ottobre, ricorrenza d'inizio solenne del suo servizio petrino, nel 1978. A Monterotondo era stato in visita il 19 marzo 93: nella nostra chiesa è ritratto benedicente dall'alto, seconda vetrata di destra.

 

 

* Santo nella sua giovinezza! Figlio di genitori profondamente cristiani, ma ben presto rimasto solo,  Karol Wojtyla è cresciuto come un protagonista biblico preparato da Dio in mezzo a tragiche vicende ed eventi salvifici. Intelligente, brillante, socievole, sportivo: ama lo studio e il teatro e nutre robustamente il proprio spirito, acquisendo un fascino che lo rende amabile e ricercato, ma anche riservato e visibilmente proteso a ideali superiori. Quando gli occupanti nazisti chiusero  l'Università nel 1939, Karol, che aveva 19 anni, lavorò per 4 anni per guadagnarsi da vivere  ed evitare la deportazione. Contemporaneamente frequentava i corsi di formazione nel seminario clandestino di Cracovia diretto dall'arcivescovo cardinale Adam Stefan Sapieha che lo ordinerà sacerdote il primo novembre 1946.  A Roma, in due anni, si addottora in teologia e nelle vacanze estive assiste pastoralmente gli emigranti polacchi in altri paesi d'Europa... divenendo poliglotta.

 

* Santo nella sua maturità. In Polonia continua il ministero in parrocchia e tra gli universitari e si dedica agli studi filosofici e teologici e all'insegnamento. A 38 anni è consacrato Vescovo nello storico Wawel , cattedrale dell'arcidiocesi, dove rimane Ausiliare  - e partecipa al Concilio Vaticano II  contribuendo alla Costituzione su "La Chiesa e il mondo contemporaneo"  - finchè nel 1964 Paolo VI lo nomina arcivescovo di Cracovia e nel 1967 lo crea cardinale. Del periodo della Polonia comunista, e della "chiesa del silenzio", si sa che il sacerdote, vescovo e cardinale di Cracovia era costantemente nel mirino degli 007 che, però, mai riuscirono ad "incastrarlo": per l'altissimo livello del suo ministero pastorale e del suo patriottismo leale. Paladino convinto delle libertà dell'uomo e del dialogo intelligente con il potere, seppe stare al proprio posto e risultò sempre vincente.

 

* Santo  nel fulgore del pontificato, uno dei più lunghi della storia, che esercitò con  vigore missionario instancabile, aperto all'umanità intera, incontrando il popolo di Dio e i responsabili di quasi tutte le nazioni. Nel Giubileo 2000 fu attorniato da una marea di giovani in una memorabile GMG che, prima e dopo l'evento, marcò il dialogo intessuto tra Chiesa e nuove generazioni.

Additò  la profezia della santità come traguardo raggiungibile proclamando 1338 Beati e 482 Santi.

Produsse in quantità gigantesca e in qualità impareggiabile documenti di magistero, anche opere letterarie e autobiografiche, che ne fanno un genio in umanità e spiritualità a servizio dell'uomo.

 

* Santo sulla strada del Calvario. Irene Kluger, confidente di Giovanni Paolo II, testimonia: "Era un santo: aveva speso tutto per la Chiesa. La amava tanto da accettare, per il bene di essa, di non dimettersi nonostante la malattia lo facesse soffrire. Diceva che soffriva perchè non riusciva a 

parlare e nemmeno a pensare più come prima. E' dalla preghiera solitaria e intensa che traeva la forza per prendere decisioni anche difficili. La preghiera era per lui un rapporto diretto, privilegiato con la Madonna e con Dio". L'abbiamo visto l'ultimo Venerdì santo, di spalle e con il Crocifisso all'altezza della sua faccia dolorosamente sfigurata; ci è parso di ascoltare il suo grido silenzioso:

 

"Consummatus est: tutto è compiuto. Amen".                     (sintesi di d.Zeno Daniele, maggio 2015)

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