Serva di Dio Giovanna Meneghini

SERVA DI DIO GIOVANNA MENEGHINI (1868-1918)

Dipinto da Riccardo Sanna

 

Giovanna Meneghini: un nome che a molti richiama una donna umile e grande, semplice e allo stesso tempo ricca di interiorità e umanità. Tutta la sua esistenza è una testimonianza di fede e di vita evangelica radicalmente vissuta, in una missione che la vede, nel primo Novecento, fondatrice delle Suore Orsoline del Sacro Cuore di Maria, in Breganze (Vicenza).

La famiglia religiosa che ha fondato è chiamata a vivere nello spirito di abnegazione e zelo la consacrazione d’amore a Cristo, sposo della Chiesa per la salvezza e santificazione della donna, nella realtà del suo popolo e della sua famiglia. Chiamate, cioè, a dimenticare sempre più noi stesse, per crescere nella cura dell’altro, avendo nel cuore lo Spirito di Gesù Servo del Padre, come desiderava madre Giovanna.

Giovanna è una donna semplice, proveniente da Grigno, paese del Trentino, da una famiglia di pastori e nasce durante una sosta a Bolzano vicentino in una stalla che ospitava il gregge.

Di quella notte del 23 maggio 1868 scrive “ove piacque al Signore che io venissi al mondo”.

Sarà Breganze, tuttavia, il luogo della sua vita, della sua maturazione umana e della sua scelta vocazionale. Lì “sognerà quel dì fortunato nel quale le sarebbe stato concesso di essere unita ad altre sorelle, per realizzare quel sogno che teneva in cuore: fondare una nuova famiglia di religiose, apostole tra la gente e per tutta la gente.

Affascinata dagli ideali proposti dalla regola di Sant’Angela Merici, santa bresciana del 1500, a ventidue anni divenne la responsabile del gruppo di giovani consacrate che restavano in famiglia. Da Angela colse la gioia della consacrazione che la faceva “sposa di Cristo”, l’unità di vita nel “Dio solo”, la sensibilità educativa. Fu maestra, educatrice, apostola, punto di riferimento per tanti, sia nella vita parrocchiale, che nell’ambiente di lavoro.

Impegnata nelle attività pastorali con altre giovani, in seguito desiderosa di dare significatività al suo impegno di fede, di preghiera, di dedizione, Giovanna condivide il mistero che teneva in cuore con altre giovani che si uniscono a lei e dà inizio alla famiglia religiosa delle suore orsoline il 6 gennaio del 1907 nel giorno dell’Epifania.

Fu un grande giorno anche per la Chiesa che, attraverso Giovanna e le sue Figlie, riceveva dallo Spirito Santo un nuovo carisma: rivivere il mistero di Gesù Servo del progetto del Padre, mite e umile di cuore in mezzo a giovani e le donne di ogni tempo e di ogni ambiente.

L’inizio della famiglia religiosa fu particolarmente povero e combattuto perché Giovanna non poteva far parte della comunità, ma la Provvidenza sostenne lei con la sua forza e la piccola comunità che si stava formando. Giovanna poté unirsi alle sue sorelle nel 1910 e l’8 settembre 1915, festa della natività di Maria, insieme ad altre 11 fecero la professione religiosa.

Dio la chiamò a sé il 2 marzo del 1918 a meno di cinquant’anni, mentre la pianticella appena nata e non ancora riconosciuta formalmente aveva ancora bisogno di lei. Solo nel 1941 la congregazione fu approvata dalla Diocesi di Vicenza e nel 1950 divenne di diritto pontificio.

La grandezza umana e spirituale che Giovanna raggiunse fu colta con chiarezza dalla gente di Breganze quando ancora la Madre era in vita. Molte persone ricorrevano a lei, sicure che la luce

dello Spirito abitava nel suo cuore e le donava una saggezza e profondità familiare solo a chi dimora nella Parola del Signore.

Oggi le suore orsoline continuano l’opera su questa ispirazione di Madre Giovanna con lo spirito che le caratterizza e con lo zelo nella missione che le vede presenza evangelica del femminile nella vita della Chiesa in Italia, in Brasile e in Africa.

Nella comunità parrocchiale di Gesù Operaio in Monterotondo sono presenti dal 1982.

Sito della Congregazione www.orsolinescm.it

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